L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Il ritorno dalla Festa di Piedigrotta di Filippo Cifariello

Nell’ambito della rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Maria Elena Maimone, già bibliotecaria che si occupava di ricerche bibliografiche ed inventariali sulle opere della sezione Ottocento e del Gabinetto Disegni e Stampe del Museo e Real Bosco di Capodimonte, ci parla dell’opera di Filippo Cifariello Il ritorno dalla Festa di Piedigrotta, una delle feste popolari più famose di Napoli.

Il gesso bronzato presentato alla Promotrice napoletana del 1884 è esposto nella sezione Ottocento privato tra le opere provenienti in massima parte da collezioni private.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Il trittico della Scorziata: un’opera ritrovata

Per la consueta rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… vi proponiamo il testo di Marina Santucci, docente presso l’università Federico II e presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, curatore e coordinatore del laboratorio di restauro a Capodimonte fino al 2017, sul ritrovamento del trittico della Scorziata, esposto nella galleria delle arti a Napoli al secondo piano del Museo.

La storia del salvataggio di un’opera d’arte preziosa che ha svelato la sua bellezza grazie ad un lungo e accurato intervento di restauro.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Giuditta decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi

Per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Maria Cristina Terzaghi, docente di Storia dell’arte moderna presso l’Università degli Studi Roma Tre e membro del Comitato Scientifico del Museo e Real Bosco di Capodimonte, ci parla di Giuditta decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi, opera iconica della pittura barocca di una delle rare e più straordinarie pittrici del Seicento europeo, protagonista di una drammatica vicenda.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… il Tiziano napoletano

Per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Andrea Zezza, docente di Storia dell’arte moderna alla Seconda Università degli studi di Napoli e membro del Comitato Scientifico del Museo e Real Bosco di Capodimonte, ci parla dell’Annunciazione di Tiziano esposta nella collezione delle Arti a Napoli del museo, proveniente dalla Cappella Pinelli della chiesa napoletana di San Domenico Maggiore.

La storia di un’opera dalla vibrante ricerca luministica raccontata nel contesto storico che l’ha voluta.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… l’Estasi di Santa Cecilia di Bernardo Cavallino

Per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… vi proponiamo il testo di Riccardo Lattuada, docente di Storia dell’Arte dell’età moderna all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e membro del Comitato scientifico del Museo e Real Bosco di Capodimonte, sul dipinto di Bernardo Cavallino l’Estasi di Santa Cecilia.

Un’opera raffinata, una scena di gioiosa serenità dalla tavolozza brillante e materica, una delle prove più alte della sensibilità dell’inimitabile maestro napoletano.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… la Liberazione delle opere d’arte durante la Seconda Guerra Mondiale

Oggi, 25 aprile, si celebra la giornata della Liberazione e per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Giovanna Bile dell’Ufficio mostre del Museo e Real Bosco di Capodimonte, ci spiega il ruolo delle opere d’arte durante la Seconda Guerra Mondiale e l’avvincente recupero dei capolavori oggetto dell’espropriazione messa in atto dai nazisti.

Al fronte con i soldati, nascoste o trafugate, distrutte, oggetto di campagne di salvataggio e centro d’interesse per lo spionaggio internazionale.

Quella delle opere d’arte durante il secondo conflitto bellico è una storia di guerra e di liberazione.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Il futuro digitale inizia oggi

Digitalizzazione come missione strategica del Museo e Real Bosco di Capodimonte: non solo strumento di comunicazione e di valorizzazione del bene culturale, ma anche mezzo di tutela del patrimonio stesso.

Apertura alla tecnologia e ai nuovi linguaggi digitali, creazione a Capodimonte di una Apple Academy, maratone Hackaton nella Reggia e nel Cellaio, una Scuola di digitalizzazione collegata all’Università Federico II, la sala multimediale della mostra Caravaggio Napoli e una intera sala digitalizzata grazie alla realtà aumentata e alle videoproiezioni realizzate da Stefano Gargiulo.

Sono alcune delle azioni innovative messe in campo dal Museo e Real Bosco di Capodimonte che in questo articolo per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… ci illustra Giovanni Lombardi, presidente dell’Advisory Board di Capodimonte, organo consultivo – altrettanto innovativo – voluto dal direttore Sylvain Bellenger.

 

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Francesco Barberini, Antonio Giorgetti e il medaglione allegorico di Luca Olstenio

Il protagonista della rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… è Luca Olstenio e il medaglione bronzeo modellato per la sua tomba romana da Antonio Giorgetti, uno dei più valenti collaboratori di Bernini.

Una pregevole opera d’arte, una sofisticata allegoria progettata dal defunto stesso, che grazie alla mostra Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere (21 dicembre 2018 – 15 ottobre 2019) in cui sono state esposte 1220 opere tra dipinti, statue, arazzi, porcellane, armi, e oggetti di arti decorative provenienti unicamente dai cinque depositi di Capodimonte, e grazie alle Giornate di studi organizzate a conclusione della mostra, ha ritrovato la meritata attenzione del pubblico e degli studiosi.

Il testo è a cura di Alessandro Mascherucci e Yuri Primarosa, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Giuseppe Renda e il rinnovamento della scultura a Napoli tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento

La chiusura fisica del Museo ci ha spinto a inaugurare questo spazio virtuale sul nostro immenso patrimonio storico-artistico, una rubrica quotidiana L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… alimentata grazie al contributo delle nostre risorse interne.

I contenuti scientifici proposti hanno incontrato il consenso di voi lettori e l’apprezzamento di critica e stampa.
Sulla scorta di questo successo, abbiamo deciso di andare oltre e aprire questa rubrica a tutti i docenti di ogni Università che vorranno farci pervenire il loro punto di vista sulle opere di Capodimonte.

Aiutateci a trasformare il nostro sito web in uno spazio aperto al confronto e al dibattito, accoglieremo con interesse i vostri contributi. Cogliamo l’occasione di questo ‘tempo sospeso’ per offrire al nostro pubblico il sollievo dell’arte.

 

Oggi pubblichiamo il testo di Diego Esposito, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Napoli che propone un viaggio alla scoperta di Giuseppe Renda e della scultura a Napoli e del suo rinnovamento tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

Una breve rielaborazione dell’intervento presentato nelle giornate di studi organizzate a conclusione della mostra Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere (21 dicembre 2018 – 15 ottobre 2019), a cura di Maria Tamajo Contarini Carmine Romano, nell’Auditorium del Museo e Real Bosco di Capodimonte, che hanno proposto una rilettura delle collezioni, stimolando nuove esperienze e confronti ancora da scrivere.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… la Fuga in Egitto di Battistello Caracciolo

Per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… il curatore americano Christopher Bakke che supporta il dipartimento scientifico del Museo e Real Bosco di Capodimonte grazie al sostegno dell’associazione American Friends of Capodimonte in costante collaborazione con l’associazione italiana Amici di Capodimonte onlus, ci parla della Fuga in Egitto di Battistello Caracciolo, opera di grande raffinatezza pittorica destinata alla devozione privata, di uno dei primi seguaci napoletani di Caravaggio.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… l’Effetto Flora

Oggi, per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Patrizia Piscitello, storico dell’arte e curatore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, ci regala un approfondimento all’argomento che vi abbiamo anticipato ieri, la Flora Farnese di Filippo Tagliolini, e ci spiega l’Effetto Flora, le interpretazioni dettate dal gusto e dalla moda del modello classico.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… l’Elemosina di Sant’Elisabetta d’Ungheria di Bartolomeo Schedoni

L’opera di cui ci occuperemo oggi per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… è l’Elemosina di Sant’Elisabetta d’Ungheria (1610-11), che fu eseguita da Bartolomeo Schedoni (Modena 1578 – Parma 1615), artista ufficiale, dal 1607, della corte di Ranuccio I Farnese, duca di Parma e Piacenza.

Il testo di oggi è a cura di Marco Liberato, storico dell’arte del Dipartimento di Documentazione del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Capemonte mm’ha dato Ammore e Vvita!

Capemonte mm’ha dato Ammore e Vvita!

Oggi la nostra rubrica quotidiana “L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta…” parla napoletano, la lingua di poeti, scrittori e musicisti, che ha varcato l’oceano facendo piangere e sognare intere comunità di emigranti, conquistando con la sua musicalità cittadini di tutto mondo.

La lingua che vive ogni giorno nei vicoli e non solo, che meglio di altre esprime le sfumature di un popolo, al tempo stesso fortemente identitario e da sempre accogliente verso lo straniero.

Il napoletano è la lingua che oggi hanno scelto Gianna Caiazzo e Giuseppe Murolo, due assistenti alla fruizione e alla vigilanza, per raccontarci il loro particolare rapporto con Capodimonte.