Apre la mostra Incontri Sensibili Christiane Löhr incontra Capodimonte

Apre la mostra Christiane Löhr incontra Capodimonte (26 settembre 2020 – 10 gennaio 2021)a cura di Sylvain Bellenger e Laura Trisorio, con l’inaugurazione di sabato 26 settembre 2020 alla presenza dell’artista e dei curatori.

La mostra, a cura di Sylvain Bellenger e Laura Trisorio in collaborazione con la galleria Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, porta per la prima volta al museo l’opera dell’artista tedesca Christiane Löhr nell’ambito del ciclo Incontri sensibili, dialogo tra artisti contemporanei e collezione storica di Capodimonte e si congiunge con la mostra personale dell’artista (fino al 4 dicembre 2020) inaugurata il 25 settembre 2020 presso lo Studio Trisorio (via Riviera di Chiaia, 215).

 

Foto di Amedeo Benestante

Foto di Amedeo Benestante

 

La nostra crescente consapevolezza della preoccupante fragilità della natura è stata accelerata dalla pandemia – afferma il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger. Da tempo il rapporto con la percezione dei pericoli si è invertito e l’uomo ha meno bisogno di difendersi dalla natura che di difendere la natura da sé stesso.

È questo anche il messaggio politico che scaturisce dalla delicata estetica di Christiane Löhr? Spetta all’artista, ma soprattutto al pubblico decidere, perché, infine, è il pubblico che delineerà la storia.

 

Foto di Amedeo Benestante

 

Per questa mostra, dove la sua opera incontra un dipinto di Andrea Belvedere, la Löhr ha chiesto che fosse utilizzata la luce naturale. Abbiamo così riaperto la finestra solitamente chiusa della sala “Incontri sensibili” e il caso ha voluto che si aprisse sul meraviglioso Belvedere di Capodimonte – continua il direttore Bellenger.

Un’altra casualità, una di quelle che fanno della storia un destino, è la presenza, a pochi metri di distanza, della “sala Kounellis“. Così, dopo molti anni, l’allieva e il maestro si incontrano di nuovo e si comprende quanto le loro installazioni rivelino gli stessi misteri, quelli che non lasciano nulla al caso e oscillano tra esigenze estetiche e pensiero politico.

Le grandi opere aprono sempre un aldilà che si rafforza con il tempo.

 

 

Foto di Giovanna Garraffa

 

Le installazioni di Christiane Löhr, le sculture, i disegni, sono composti con materiali organici, quelli della natura che la circonda: il crine di cavallo, il pelo animale, il seme, il filo d’erba.

Sono opere disegnate con gli elementi della natura, la cui armonia scultorea, quasi coreografica e musicale, sembra restituire il ritmo spontaneo del mondo organico. Ma non illudetevi, l’arte che raggiunge questo livello di naturalezza è sempre frutto di un lavoro di grande rigore.

Come per Andrea Belvedere, pittore di un’altra epoca, esponente del barocco napoletano, anche per la Löhr la natura è viva e dalle sue composizioni emana una forza vitale, certamente spensierata ma anche allarmante, quella di un’altra forma di pericolo derivato dalla fragilità della materia.

 

Foto di Amedeo Benestante

 

Video di Rossella Grasso

 

Tutte le informazioni nella pagina dedicata alla mostra.

 

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