Letizia di Canova

Capodimonte oggi racconta… la Letizia di Canova

Vi abbiamo raccontato alcuni dei nostri dipinti, la celebre Cassetta Farnese gioiello dell’oreficeria del Cinquecento, e perfino ‘accompagnato’ – seppure solo ‘virtualmente’ – nel nostro Bosco Reale.

Oggi torniamo alla Reggia per parlarvi di un restauro davvero speciale.

Capodimonte oggi racconta il restauro della Letizia di Canova.

Lo fa per noi Alessia Zaccaria del Dipartimento di Restauro del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

 

Per il ciclo L’opera si racconta è stata restaurata in una sala del museo sotto lo sguardo curioso dei visitatori e resta lì esposta a fine restauro la Letizia di Canova.

Il restauro è stato eseguito dalla ditta Aconerre con la collaborazione di Augusto Giuffredi.

La scultura è stata sottoposta ad indagini diagnostiche, interventi di natura strutturale e ad operazioni di pulitura al fine di rimuovere polveri e sporco sedimentato.

 

 

La pulitura di un gesso presenta delle forti criticità che impediscono di agire con i comuni solventi organici.

Anche l’utilizzo di acqua in forma libera non è consigliato, poiché si diffonde nella porosità del gesso.

Nell’ultimo decennio si è sperimentato l’uso di gel rigidi per affrontare la pulitura per via umida.

Ma cosa vuol dire?

Cosa sono i gel rigidi?

 

Ph Aconerre

 

Uno dei gel utilizzati per la pulitura della Letizia di Canova è l’Agar Agar: un gelificante utilizzato ampiamente anche in cucina, un derivato dell’alga omonima, sotto forma di polvere da sciogliere in acqua e riscaldata al fine di attivarne il processo di gelificazione.

In questo modo si ottiene un gel, chiamato “rigido” poiché ha una forma solida una volta raffreddato.

 

Ph Aconerre

 

 

La tecnica di pulitura tramite questi gel eseguita sulla Letizia di Canova consiste nell’applicare la soluzione tiepida, a 40 gradi circa, con un pennello a setole morbide sulla superficie del gesso.

Si attende poi che il gel solidifichi e che l’acqua contenuta nel gel si attivi sulla superficie inumidendola e dunque diffondendosi minimamente all’interno della superficie porosa del gesso.

I tempi di attesa per l’esecuzione di un’operazione del genere sono variabili, tra i 2-3 minuti fino anche ad un’ora.

Il tempo di esecuzione varia a seconda del grado di sporco superficiale.

 

 

Ph Aconerre

 

Sulla Letizia di Canova l’agar è stato applicato anche in forma schiumata: trattando la soluzione gelificata riducendola in schiuma prima di applicarla; e come gel preformato: la soluzione è stata fatta solidificare in una forma, prima di essere applicata.

 

Tali operazioni hanno permesso agli operatori di pulire gradualmente la scultura e in maniera differenziata: nelle zone più porose, più sporche il gel è stato applicato e tenuto in sospensione mediamente più tempo rispetto alle zone meno porose perché trattate con un protettivo.

 

 

Il risultato è assolutamente rispettoso delle stratificazioni della patina, e del protettivo originale che illumina la scultura.

 

Canova, Letizia Ramolino Bonaparte, part.

 

Per saperne di più leggi anche Canova. Un restauro in mostra

Questo testo di Alessia Zaccaria è inserito nella rubrica Capodimonte oggi racconta.

Della stessa rubrica puoi leggere:

Il Bosco Reale di Nunzia Petrecca

Come nasce la passione per l’arte di Marco Liberato

La Cassetta Farnese di Patrizia Piscitello

Da Frisio a Santa Lucia di Eduardo Dalbono di Paola Aveta

Ercole al Bivio di Annibale Carracci di Valentina Canone

Il Ritratto di Fra Luca Pacioli di Alessandra Rullo

 

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