Gino De Dominicis: Intervista a Lia Rumma

Nel mondo esistono e sono sempre esistite solo opere bidimensionali o tridimensionali; e alcune opere invisibili di Gino De Dominicis
Gino De Dominicis

 

Nato il 1° aprile 1945, ad Ancona, Gino De Dominicis è tra i grandi artisti italiani del secondo Novecento, autore della tavola Senza titolo del 1996-1997, conservata al Museo e Real Bosco di Capodimonte.
Nel suo percorso, l’artista ha affrontato costantemente i temi della morte e dell’eternità, della permanenza e della assenza, una visione binaria della realtà risolta nell’opera d’arte.
Risale al 1986 la prima mostra personale di De Domincis al Museo di Capodimonte. All’interno della Sala dei Camuccini realizzò un ambiente saturo di tracce di un discorso sul superamento della condizione mortale del corpo.

La dicotomia tra mortale e immortale, di cui l’opera è la sintesi, è nuovamente centrale in Calamita cosmica (1988), imponente installazione presentata nel 1996 nel cortile della Reggia di Capodimonte.
Nel giorno dell’anniversario della nascita di Gino De Dominicis ripercorriamo la sua ricerca con una intervista a cura di Luciana Berti alla gallerista Lia Rumma, legata all’artista da un rapporto di collaborazione e di amicizia.

Sull’identità del ‘pretino’ di Vincenzo Gemito, modellato a Capri nel 1881

Un nuovo approfondimento online Sull’identità del ‘pretino’ di Vincenzo Gemito, modellato a Capri nel 1881 a cura di Lucia Arbace, già Soprintendente per i Beni Artistici, direttore regionale dei musei di Abruzzo e Molise e direttore del Munda (Museo Nazionale d’Abruzzo) all’Aquila.

La misteriosa identità del bronzo, enigma irrisolto, e la storia del riconoscimento dell’identità di un piccolo incantevole capolavoro dello scultore napoletano.

Appuntamento con il Restauro a Capodimonte. Hackert, Anders e la querelle sull’uso della vernice

Un nuovo approfondimento online con la storia del restauro dei dipinti delle collezioni del museo dal Settecento al Novecento, attraverso lo sguardo di restauratrici e restauratori che nelle opere cercano le tracce degli interventi del passato e i segni materiali di tante storie che si intrecciano e ci restituiscono una realtà multiforme, portando alla luce personaggi che ricorrono nelle attività della corte e del museo.

Dopo il primo intervento introduttivo di Angela Cerasuolo, responsabile del Dipartimento, Alessia Zaccaria del Dipartimento di Restauro del Museo e Real Bosco di Capodimonte ci parla della Lettera di Hackert, della venuta a Napoli di Anders “restauratore d’oltralpe”, dei restauri alla quadreria di Capodimonte e della storica querelle sull’uso della vernice.

Scene di vita del Regno di Napoli nelle opere di Luigi del Giudice

Le opere di Luigi del Giudice raccontate da Katia Fiorentino, storica dell’arte, già funzionario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

Pittore e miniatore della Real Fabbrica di Porcellana di Napoli, ingiustamente trascurato dalla critica, Luigi del Giudice (Napoli 1764 ca – post 1829) illustra con accuratezza di particolari la movimentata vita che si svolgeva nelle varie contrade del Regno di Napoli, preziosa testimonianza delle tradizioni locali del Paese.

Due orologi ‘all’egizia’ della Real Fabbrica di Napoli

Due orologi ‘all’egizia’ della Real Fabbrica di Napoli raccontati da Gian Giotto Borrelli, docente di Storia del restauro e delle tecniche artistiche in età Medievale e Moderna presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Le vicende della lunga lavorazione di due orologi dai materiali e tecniche inconsueti, frutto dell’evoluzione stilistica della Real Fabbrica di Napoli che accolse le nuove istanze neoclassiche di ispirazione all’arte antica.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… il Tabernacolo di Santa Patrizia, il Pellicano e le Virtù ritrovate

La rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno 2020, ospita il contributo di Paola D’Agostino, direttore dei Musei del Bargello a Firenze, sul Tabernacolo di Santa Patrizia, il Pellicano e le Virtù ritrovate, uno straordinario recupero di pezzi trafugati divenuto possibile grazie alla collaborazione tra studiosi, funzionari ministeriali e il Nucleo Tutela Carabinieri di Napoli e  di Firenze.

Il testo chiude gli appuntamenti quotidiani online che durante il periodo del lockdown ci hanno accompagnati a partire dal 9 marzo 2020 per offrire al pubblico il sollievo dell’arte che da sempre unisce i popoli e supera ogni confine – afferma il direttore Sylvain Bellenger  e, ora che l’Italia riapre, sulla scorta del successo raggiunto, abbiamo deciso di confermare un appuntamento settimanale sulle tematiche legate al restauro e uno di approfondimento scientifico sulle opere.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… «C’era una volta…». La Vergine annunciata di Giovanni da Nola

Per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Riccardo Naldi, Professore di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” specializzato nello studio della produzione pittorica e scultorea del primo Cinquecento a Napoli e nel vicereame, descrive gli inizi della carriera dello scultore Giovanni da Nola, analizzando le caratteristiche della scultura in legno raffigurante la Vergine annunciata, che lo consacra come artista protagonista del suo tempo, tanto da guadagnarsi, dall’umanista Pietro Summonte, l’appellativo di «maestro de intaglio in legno de rilevo».

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Umberto Manzo

Per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Umberto Manzo, uno dei grandi maestri dell’arte contemporanea.

L’autore del polittico Senza titolo percorre le tappe più interessanti della sua formazione artistica, svelando il processo creativo che lo ha condotto alla realizzazione di questa opera ossimorica, a cavallo tra fragilità e immortalità, deperibilità e finitezza.

Il testo e l’intervista ad Umberto Manzo sono di Luciana Berti, Storica dell’arte, Segreteria di direzione.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Alla scoperta degli animali che vivono nel Real Bosco di Capodimonte

Non si ferma la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… e per questo nuovo appuntamento Stella Cervasio, giornalista di Repubblica e garante per i diritti degli animali per il Comune di Napoli, ci presenta tutti gli animali del Real Bosco.

Sono molte le specie che lo abitano. Gli animali vivono nascosti, ma gli incontri sono sempre possibili.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Crocifissione di Carmine Di Ruggiero

Per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta…  Maria Flavia Lo Regio, storica dell’arte e collaboratrice presso l’associazione Amici di Capodimonte, ci parla di una delle ultime opere arrivate a Capodimonte per arricchire la sezione di Arte Contemporanea del museo: la Crocifissione realizzata dall’artista napoletano Carmine Di Ruggiero.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Le Antichità di Ercolano Esposte

Nello spazio online della rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… un nuovo appuntamento con il restauro ci mostra il lavoro su Le Antichità di Ercolano Esposte, ambiziosa e prestigiosa opera editoriale realizzata dalla corte borbonica.

Le pitture di Ercolano e Pompei riprodotte in incisione conobbero una fortuna esponenziale, dando origine a una produzione decorativa che affascinò artisti e regnanti di tutta Europa.

Il testo è a cura di Giuseppe Silvestro, restauratore dell’opera e funzionario diagnosta del Dipartimento di Restauro, presso il Gabinetto Disegni e Stampe del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Balla a Capodimonte

Per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Mariaserena Mormone, già curatore delle raccolte dell’Ottocento del Museo e Real Bosco di Capodimonte e direttore del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, illustra, analizzando ritratti di figure della borghesia romana del tempo, il periodo “pre-futurista” di Giacomo Balla (Torino 1871 – Roma 1958) caratterizzato da ricerche cromoluministiche e da sperimentazioni in chiave divisionista.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Autoritratto di Francesco Paolo Michetti

Per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi raccontaLuisa Martorelli, Funzionario storico dell’arte del Mibact fino al 2017, specialista dell’Ottocento e curatore di mostre d’interesse nazionale e internazionale, ci accompagna nella sezione dell’Ottocento privato del Museo e Real Bosco di Capodimonte, alla scoperta dell’Autoritratto di Francesco Paolo Michetti, opera consapevole dell’artista, la cui espressione del volto è indice di un profondo mutamento nella sua maniera di pensare l’arte.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Carlo Antonio Grue, il mago della maiolica

Continua il nostro viaggio tra le bellezze del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Lucia Arbace, Dirigente Storica dell’arte presso il Mibact, direttore regionale dei musei di Abruzzo e Molise e direttore del Munda (Museo Nazionale d’Abruzzo) all’Aquila, ci parla di una delle opere presenti nella collezione De Ciccio: la Caduta di Fetonte, il superbo piatto impreziosito da raffinate lumeggiature in oro, dipinto intorno al 1680 da Carlo Antonio Grue, il mago della maiolica.

Un suo capolavoro dalla collezione De Ciccio alla mostra dedicata a Luca Giordano.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… il Tesoro dei Farnese: la Galleria delle cose rare

Anche oggi per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Linda Martino, Chief Curator del Museo e Real Bosco di Capodimonte e responsabile delle arti decorative che ha curato la ricomposizione e lo studio di questa raccolta, ci conduce alla scoperta del “Tesoro” dei Farnese.

Il secondo appuntamento online con la storia della “Galleria delle cose rare”: uno straordinario insieme di oreficerie, argenti, cristalli di rocca, maioliche, bronzi e bronzetti, placchette, medaglie, ambre, avori, pietre dure, cere e manufatti realizzati in materiali bizzarri e curiosi, collezionati nell’intento di suscitare meraviglia.