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Il Museo e Real Bosco di Capodimonte, istituto autonomo del MIBACT, rappresenta un unicum sul panorama nazionale ed europeo, con un’area espositiva di oltre 15.000 metri quadri e un patrimonio di circa 47.000 opere che vanno dal Duecento fino ai nostri giorni.

 

Il Museo è immerso nel Real Bosco, che per il suo patrimonio storico, architettonico e botanico è stato definito nel 2014 il parco più bello d’Italia.

 

Un’area verde che si affaccia sulla città e sul golfo di Napoli, il più grande parco urbano d’Italia frequentato gratuitamente da 1 milione di visitatori ogni anno, che si estende per circa 134 ettari con oltre 400 diverse specie vegetali.

 

Tra i viali, disegnati con maestria da scenografo dall’architetto Ferdinando Sanfelice, si dispongono 16 edifici storici tra residenze, casini, laboratori, depositi e chiese, oltre a fontane e statue, orti e frutteti.

 

Belvedere

Belvedere

Fontana del Belvedere

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Prato del Giardino dei Principi

Palazzina dei Principi - Foto Alessio Cuccaro

Palazzina dei Principi

Canforo

Porta di Mezzo

Emiciclo del Giardino Tardo Barocco

Viale maggiore del Giardino Tardo Barocco

Statua del Gigante - Foto Alessio Cuccaro

Prato del Giardino paesaggistico

Chiesa di San Gennaro - Foto Alessio Cuccaro

Chiesa di San Gennaro

Veduta del Giardino paesaggistico

Viale del Giardino Tardo Barocco

 

Il sito sorge sulla Collina di Capodimonte e nasce come riserva di caccia di Carlo di Borbone.

 

La Reggia è stata residenza reale per tre dinastie: i Borbone, i sovrani francesi Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat e i Savoia dopo l’Unità di Italia.

 

Il palazzo di Capodimonte viene fondato nel 1738 da Re Carlo per ospitare la collezione ereditata dalla madre Elisabetta, ultima discendente della potente famiglia Farnese.

 

Sala 2 - Ritratti Farnese

Tiziano, Ritratto di Paolo III con i nipoti

Tiziano, Ritratto di papa Paolo III

Guglielmo della Porta, Busto ritratto di Paolo III

Andrea del Sarto, Ritratto di papa Leone X con due cardinali

Masaccio, Crocifissione

Raffaello, Mosè davanti al roveto ardente

Bellini, Trasfigurazione di Cristo

Venusti (da Michelangelo), Giudizio universale

Tiziano, La Maddalena

Tiziano, Ritratto di giovinetta

Tiziano, Danae

Sala 12 - Parmigianino

Anselmi, Ritratto di gentiluomo

Parmigianino, Galeazzo Sanvitale

Parmigianino, Antea

Jan Sons, Cebetis Thebani Tabula

Giambologna, Ratto di una Sabina

Peter Brueghel il Vecchio, Misantropo

Joos van Cleve, Adorazione dei Magi

Joachim Beuckelaer, Scene di mercati

Annibale Carracci, Ercole al bivio

Sala 27 - Guido Reni, Atalanta e Ippomene

Guido Reni, Atalanta e Ippomene

Sala 30 - Sebastiano Ricci, Assunzione della Maddalena

 

Visitare il Museo di Capodimonte, aperto al pubblico nel 1957, è come percorrere un manuale della storia dell’arte.

 

Nelle sale si incontrano capolavori di arte medievale e moderna del calibro di Raffaello, Michelangelo, Tiziano, El Greco, Correggio, Parmigianino e Carracci. Al nucleo iniziale farnesiano si aggiungono le collezioni di arte napoletana, dal Duecento al Settecento, con opere per lo più provenienti dal territorio, di Simone Martini, Colantonio, Caravaggio, Ribera, Luca Giordano, Francesco Solimena e Gaspare Traversi.

 

 

Altro nucleo collezionistico importante è quello dell’arte napoletana dell’Ottocento, dal vedutismo della scuola di Posillipo, al realismo storico di Domenico Morelli e Filippo Palizzi, al classicismo plastico di Vincenzo Gemito.

 

Unico in Italia il Museo di Capodimonte possiede anche una importante sezione di arte contemporanea con opere di Alberto Burri, Andy Warhol, Anselm Kiefer, Michelangelo Pistoletto.

 

Nel percorso si attraversano ambienti sfarzosi, oggetti d’arte e di arredo e prodotti di lusso delle manifatture borboniche quali armi, sete e arazzi e la celebre Porcellana di Capodimonte, tra cui il salottino della regina Maria Amalia: un boudoir con le pareti interamente in porcellana policroma realizzato nel 1757-1759.

 

Museo e Real Bosco, divisi sin dal 1954, sono stati riuniti sotto la medesima direzione nell’ambito della Riforma Franceschini nel 2014: una vera e propria rivoluzione amministrativo-gestionale che ha trasformato l’identità culturale e la missione stessa del museo.

 

Il sostegno è finalizzato ad incrementare le attività di promozione e valorizzazione, nell’ottica di favorire la trasformazione dello straordinario sito in un centro culturale unico nel panorama europeo, al centro della terza città italiana.

 

Obiettivo di questa trasformazione è migliorare la fruizione del museo e del bosco, attraverso l’incremento e la diversificazione delle attività e dell’offerta culturale, sempre più orientata alla interdisciplinarietà.

 

La nuova visione di Capodimonte si fonda sulla volontà di accrescere la tutela e la fruizione del suo patrimonio artistico, storico e ambientale in una prospettiva unitaria, superando i confini delle arti e rivolgendosi allo stesso tempo ad un pubblico sempre più vasto.

 

Essa comporta un nuovo modello istituzionale di collaborazione, che include la partecipazione della cittadinanza e stimola il dinamismo e la creatività del settore privato.

 

Costo complessivo 800.000,00 €

 

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