Il ministro Bonisoli a Capodimonte: qui tutti gli asset strategici per il rilancio del Sud

Accolto dal direttore Bellenger, il ministro Bonisoli scopre il piano di sviluppo del Museo e del Real Bosco di Capodimonte.

Il direttore Bellenger: giornata proficua, lavoriamo insieme.

 

Capodimonte ha tutte le potenzialità per diventare un vero Campus culturale multidisciplinare. Qui, in un contesto ambientale e botanico unico, ho scoperto una collezione d’arte di primissimo livello e tutti gli asset strategici per un ulteriore sviluppo del sito capaci di generare anche occupazione qualificata nel settore dei giardini storici, della digitalizzazione, dell’artigianato artistico che riprende la tradizione delle porcellane e perfino della gastronomia — afferma il ministro Bonisoli al termine della visita al Museo e Real Bosco di Capodimonte.

 

 

La giornata napoletana del ministro della Cultura Alberto Bonisoli si conclude nella Reggia-Museo edificata nel 1734 da Carlo di Borbone per custodire la ricca collezione della madre Elisabetta Farnese.

 

 

Accolto dal direttore Sylvain Bellenger e dal suo staff il ministro visita in primo luogo la ricca collezione Farnese, cuore del Museo con ben undici tele di Tiziano e l’Appartamento Reale.

 

 

Poi nel salone Camuccini la riunione di lavoro sul masterplan di Capodimonte, il grande progetto di trasformazione della Reggia-Museo in un campus culturale multidisciplinare che prevede un rilancio congiunto del Museo e del Bosco, nato come riserva di caccia reale che oggi custodisce ben 400 specie vegetali diverse articolate in cinque ambiti botanici.

 

 

In quest’area verde, il più importante parco urbano d’Italia frequentato ogni anno da 3 milioni di persone, ci sono 17 edifici di epoca borbonica.

Il piano di sviluppo prevede per ognuno di essi una specifica destinazione culturale (arte, architettura, digitalizzazione, fotografia, musica, cinema, scuola per il giardino storico, ristorazione a chilometro zero, convegni ed eventi).

 

Al ministro, in visita con il segretario generale Giovanni Panebianco e il direttore generale Antonio Lampis, è stata illustrata la trasformazione di alcuni edifici: La Capraia già operativa da settembre 2018 come Centro per la storia dell’arte e l’architettura delle città portuali in collaborazione con l’Edith ‘O Donnel Institute e l’Università del Texas a Dallas, il Giardino Torre ultimo giardino produttivo di Capodimonte, frutteto reale, già assegnato con bando Invitalia per ristorazione e tutela della biodiversità, l’edificio Colletta in cui sorgerà una scuola di digitalizzazione per i beni culturali in collaborazione con l’Università degli studi di Napoli Federico II e l’Eremo dei Cappuccini destinato ad ospitare la prima scuola per il Giardino storico d’Italia.

 

 

Soddisfatto il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger:

 

Giornata molto proficua, sono contento che il ministro abbia apprezzato il nostro piano e la nostra visione sul futuro di Capodimonte e sposato le missioni del sito: tutela patrimoniale, ambientale e botanica, digitale e sociale nei confronti della città. Lo sforzo mio e di tutto lo staff va in questa direzione e da oggi sappiamo di poter contare anche sull’appoggio del Ministro.

 

Erano presenti al tavolo di lavoro anche per il Museo Linda Martino chief curator, Anna Capuano capo del Dipartimento di Architettura, i membri del cda Fabrizio Pascucci e Giorgio Ventre responsabile della Ios Academy dell’Università Federico II, il responsabile del progetto di digitalizzazione Carmine Romano e il consulente Tommaso Cucci, il docente di Botanica dell’Università del Sannio Carmine Guarino, il presidente dell’Associazione Parchi e Giardini d’Italia Lorenzo Ortona, ex ambasciatore d’Italia in Francia e la vice Alberta Campitelli, Valter de Bartolomeis dirigente dell’Istituto ad indirizzo raro Giovanni Caselli-Real Fabbrica delle Porcellane, la responsabile del Centro per la storia dell’arte e l’architettura delle città portuali Francesca Santamaria, il presidente Errico di Lorenzo e la responsabile degli Amici di Capodimonte Stefania Albinni.

 

 

Foto di Giovanna Garraffa