La Flagellazione di Caravaggio rientra al Museo di Capodimonte

Emozione, sorrisi, scatti fotografici… è tornato! Tutto il personale del Museo di Capodimonte, restauratori, addetti alla vigilanza, stagisti, curatori… pronti ad accoglierlo. La Flagellazione di Cristo di Caravaggio percorre tutto il corridoio del secondo piano, con un corteo in processione, e la luce che emana dal dipinto è come un bagliore!

Vi invitiamo tutti ad ammirare il capolavoro di Michelangelo Merisi da Caravaggio, di nuovo visibile al Museo di Capodimonte, dopo una breve mostra alla Reggia di Monza, a cura di Andrea Dusio e Sylvain Bellenger, conclusa  il 17 aprile, in cui è stato l’ospite d’onore.

 

Nel dipinto, le possenti figure di Cristo e dei suoi aguzzini, bloccate come in un’istantanea fotografica, preparano il martirio con gesti sobri ed essenziali, avanzando dall’oscurità quasi totale dello sfondo, in cui si intravede la colonna a cui Gesù è stato legato. Una luce potente investe i personaggi, indaga i dettagli naturalistici e contribuisce alla resa del dramma, di cui viene sottolineato principalmente l’aspetto umano.

 

Alla fine del 1606 Napoli accoglie il pittore in fuga da Roma per un fatto di sangue: Caravaggio uccide Ranuccio Tomassoni durante una rissa scaturita per un fallo in una partita di pallacorda. In città fino al luglio del 1607, Caravaggio affronta un periodo ricco di impegni e di commissioni, realizzando, oltre alla Flagellazione, altri lavori di grande intensità drammatica come Le Sette opere di Misericordia (Napoli, Pio Monte della Misericordia), la Salomè con la testa del Battista  (Londra, National Gallery), la Madonna del Rosario (Vienna, Kunsthistorisches Museum), la Crocifissione di sant’Andrea (Cleveland Museum of Art).

 

Portando con sé la speranza di ottenere la grazia papale, l’artista soggiorna nuovamente a Napoli tra l’estate del 1609 e il luglio del 1610, quando dipinge altri capolavori come il Martirio di sant’Orsola, oggi alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos di Napoli, ultima tela realizzata dal pittore prima di morire sulle coste di Porto Ercole.

 

L’imponente Flagellazione (286 x 213 cm), patrimonio del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, dipinta a Napoli per la chiesa di San Domenico Maggiore, è custodita dalla fine del 1972 nel Museo di Capodimonte, dove si trova collocata al termine del lungo cono prospettico della Galleria delle Arti a Napoli dal ‘200 al ‘700,  al secondo piano.

 


 
Foto di Alessio Cuccaro