L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… il restauro della Natività di Signorelli

Tra le infinite storie che un museo può raccontare gli interventi di restauro sono tra le più affascinanti.

Grazie al suo laboratorio interno di restauro e grazie alle generose sponsorizzazioni, il Museo e Real Bosco di Capodimonte si prende cura delle proprie opere.

Per la rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… vogliamo mostrarvi gli interventi di restauro eseguiti sul dipinto su tavola Natività di Luca Signorelli.

Lo fa per noi Liliana Caso del Dipartimento di Restauro del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

 

Gli interventi di restauro che hanno interessato la Natività di Luca Signorelli si inseriscono nell’ambito del progetto Rivelazioni-Finance for Fine Arts, promosso da Borsa Italiana e volto a valorizzare il patrimonio artistico mediante un modello integrato di mecenatismo per la raccolta di risorse destinate al restauro di opere d’arte.

Il dipinto di Signorelli è stato restaurato grazie al supporto della società PROTOM.

 

Anticamente attribuito al Ghirlandaio, databile alla metà degli anni novanta del Quattrocento, il dipinto fu restituito a Luca Signorelli (Cortona 1450 ca. – 1523) da Bernard Berenson che riconobbe nell’energico modellato plastico-lineare, nella brillante gamma cromatica e negli incarnati bronzei il peculiare ductus del maestro cortonese.

In quegli anni di gravi disordini politici e sociali, dopo la morte di Lorenzo il Magnifico (1492), anche Signorelli, come alcuni suoi illustri colleghi, visse un periodo di profonda crisi stilistica che determinò nella sua arte un’involuzione dei fondamenti estetici dell’Umanesimo rinascimentale, come ben si evidenzia nell’insistente ripetersi degli arcaismi che connotano la Natività.

 

Natività di Luca Signorelli. Il dipinto prima degli interventi di restauro

L’opera, sebbene si conservasse in discrete condizioni di leggibilità, presentava accentuate deformazioni in corrispondenza delle giunture orizzontali delle assi di legno costituenti il supporto, causate da una struttura di sostegno e pregressi interventi di parchettatura.

Pertanto, si è resa necessaria la rimozione dal retro dell’antica parchettatura, nonché, relativamente alla superficie dipinta, un consolidamento degli strati pittorici e una generale revisione dei precedenti interventi integrativi.

Il risanamento del supporto e la realizzazione del nuovo telaio sono stati effettuati dalla ditta RELART di Roberto Buda.

 

Il supporto, composto dall’unione di cinque assi in legno di pioppo disposte in senso orizzontale e sostenute in origine da tre traverse a coda di rondine, nel corso del tempo ha subìto interventi di restauro che ne hanno profondamente modificato la struttura.

Nello specifico gli antichi interventi sono consistiti nell’asportazione delle traverse originali, nell’assottigliamento dello spessore, che ora è di circa 1,5 cm, e nell’applicazione di una parchettatura di sostegno composta da un fitto reticolo di regoli intersecati tra loro.

Nella parte inferiore di entrambi i margini, come ben visibile anche sul fronte dell’opera, sono state inoltre inserite delle porzioni di tavolato nuove, in corrispondenza delle quali, a destra è stato ricostruito il disegno mancante, mentre, a sinistra, stesa una campitura di colore neutro.

Non sono note le ragioni di queste scelte, né perché il tavolato originale presenti tali mancanze.

Questi antichi interventi sul supporto non hanno, nel corso del tempo, sortito gli effetti desiderati, in quanto la superficie pittorica presentava evidenti sofferenze causate da un sistema di sostegno eccessivamente rigido.

Si è resa quindi necessaria una revisione dell’antico risanamento del tavolato procedendo alla rimozione dei regoli incollati dell’antica parchettatura, grazie a una serie di tagli ravvicinati che ne hanno permesso l’asportazione, senza produrre eccessive sollecitazione al dipinto.

La sottile pellicola di legno residua, con i relativi strati di colla forte, è stata quindi rimossa a bisturi e impacchi di gel a base di Laponite.

Durante tutta la fase di rimozione, la fisiologica tendenza del tavolato ad incurvarsi è stata monitorata gestendo l’entità della curvatura con elementi provvisori di controllo (morse).

 

Luca Signorelli. Intervento di risanamento del supporto, dettaglio. (Ph Roberto Buda)

 

Si è proceduto, quindi, all’asportazione dei precedenti risanamenti delle fenditure, sostituendoli con nuovi tasselli, e alla ricostruzione dei margini, rettificati e integrati con tasselli in legno di pioppo invecchiato.

L’intervento ha sia migliorato la continuità del profilo del tavolato, che restituito planarità alla superficie pittorica.

In considerazione del ridotto spessore del supporto (1,5 cm), è stato applicato un nuovo sistema di sostegno, composto da un telaio perimetrale in legno di castagno.

Il telaio è stato ancorato mediante tassellini cilindrici in legno di castagno, incollati con resina araldite Aw 106 e Hv 953, recanti viti in acciaio inox basculanti, su cui si agganciano dei registri con l’interposizione di molle coniche, opportunamente tarate, in modo da rispondere correttamente alle variazioni dimensionali del tavolato in equilibrio con l’ambiente espositivo.

Tutte le superfici lignee della tavola e della cornice sono state trattate con permetrina applicata a pennello, per proteggere l’opera da eventuali attacchi di insetti xilofagi.

 

Luca Signorelli. Intervento di risanamento del supporto (Ph Roberto Buda)

 

Luca Signorelli. Intervento di risanamento del supporto. (Ph Roberto Buda)

 

Luca Signorelli. Intervento di risanamento del supporto (Ph Roberto Buda)

 

A conclusione del risanamento del supporto, si è poi proceduto alla revisione generale dei precedenti interventi integrativi sulla superficie pittorica.

Dopo la pulitura a tampone delle antiche integrazioni di restauro e la rimozione delle vecchie stuccature, si è proseguito con il consolidamento degli strati pittorici tramite velinatura con carta giapponese e iniezioni di colla di coniglio.

 

Restauro Luca Signorelli. Stuccatura. ph Liliana Caso

 

Restauro Luca Signorelli. Stuccature. ph Liliana Caso

 

A questi interventi è seguito il rifacimento delle stuccature delle lacune con stucco a base di gesso di Bologna e colla di coniglio.

La fase finale del restauro ha riguardato l’integrazione pittorica delle lacune, eseguita con pigmenti dispersi in un medium a base di vernice; è stata utilizzata sia la tecnica della selezione cromatica (tratteggio), per le mancanze più ampie e di difficile lettura, che l’integrazione mimetica, per le mancanze di limitata entità.

Le operazioni di consolidamento degli strati pittorici e la revisione generale dei precedenti interventi integrativi sulla superficie pittorica sono stati effettuati da Liliana Caso e Giuseppe Marino del Dipartimento di Restauro del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

 

Restauro Luca Signorelli. Integrazione in corso. ph Liliana Caso

 

Restauro Luca Signorelli. Integrazione pittorica. ph Liliana Caso

 

Il dipinto a restauro concluso (Ph. Ugo Punzolo)

 

LUCA SIGNORELLI
CORTONA ca. 1450 – 1523
NATIVITÀ
Olio su tavola, sec. XVI
142 x 179 cm

Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte

 

Il testo di Liliana Caso è inserito nell’iniziativa “L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta”.

 

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