Oggi è il compleanno di… Guido Reni

Venerdì 4 novembre alle ore 16.30 il Museo e Real Bosco Capodimonte vi invita a festeggiare il 441 esimo compleanno del pittore bolognese Guido Reni, uno dei grandi interpreti della stagione pittorica emiliana a cavallo tra il Cinquecento ed il Seicento, offrendo ai visitatori un approfondimento all’artista e ai dipinti  Le Quattro stagioni e Atalanta e Ippomene.

 

Guido Reni si forma a Bologna nella bottega del pittore fiammingo Denijs Calvaert insieme al giovane Domenichino e aderisce all’Accademia degli Incamminati, detta poi dei Desiderosi, la scuola di pittura, scultura e incisione fondata dai Carracci nel 1582.

 

È proprio qui che Guido Reni mostra il suo talento, tanto che Annibale avrebbe invitato Ludovico Carracci a non gl’insegnar tanto a costui, che un giorno ne saprà più di tutti noi. Non vedi tu come non mai contento, egli cerca cose nuove? Raccordati, Lodovico, che costui un giorno ti vuol far sospirare.

 

In tutto il primo ventennio del Seicento l’artista si divide tra la sua Bologna e l’Urbe, sempre più richiesto da nobili, papi e cardinali, con due brevi tappe anche a Napoli nel 1614 e nel 1622.

 

Partendo dallo studio della realtà, dalla natura e dallo stile dei grandi maestri del primo Cinquecento, Reni inizia a dar vita ad interpretazioni autonome: la sua ricerca costante del bello ideale, ricavato dal classicismo raffaellesco e mediata dallo stile dei Carracci, sfiora appena il naturalismo di Caravaggio per poi allontanarsene, spinto dalla necessità di ingentilire ed aggraziare il tutto.

 

Le due grandi tele esposte al Museo di Capodimonte del maestro Reni sono Le Quattro stagioni e Atalanta e Ippomene: la prima tela con le quattro Allegorie, eseguita intorno al 1617/20, ha, in primo piano, l’Estate che reca al suo fianco un puttino con un fascio di grano in braccio, al centro vi è la Primavera, che porta sul capo una coroncina di fiori e a sinistra vi è l’Autunno, avvolto nei colori del rosso vinaccio; sullo sfondo, appena accennato, l’Inverno.

 

Tutte le figure sono riccamente vestite di eleganti panneggi dalle tonalità delicate, forse proprio perché il committente era un ricamatore che commerciava in stoffe.

 

La seconda tela con Atalanta e Ippomene rappresenta un tema classico tratto dal X libro delle Metamorfosi del poeta latino Ovidio e narra la storia di una giovane cacciatrice che rifugge con ogni mezzo il matrimonio.

 

Così, per dissuadere i pretendenti, la giovane li sfida in gare di velocità, puntualmente le vince, uccidendo i rivali.

 

Ippomene, folgorato dalla bellezza della giovane atleta, la sfida, e chiede l’intercessione della dea Venere per vincere la gara: così, durante la corsa, cadono dall’alto tre pomi d’oro, Atalanta si china a raccoglierli e Ippomene vince la competizione.

 

Il momento rappresentato è proprio quello in cui lei sta raccogliendo il secondo pomo da terra e l’innamorato la supera.

 

Le due figure poggiano su un singolo piano, si incrociano in un gioco di diagonali simili a delle note musicali di un contrappunto, quasi a comporre una dolce melodia.

Il percorso, a cura di Valentina Canone, è offerto dai Servizi Educativi del Museo di Capodimonte.

 

Per partecipare al percorso guidato gratuito è necessario munirsi del biglietto di ingresso al museo.

 

La prenotazione è obbligatoria.

 

Per info e prenotazioni:

Ufficio Accoglienza del Museo di Capodimonte

Tel. 0817499130

mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it

 

Ufficio stampa

Barbara Notaro Dietrich

b.notarodietrich@gmail.com

 

Giovanna Bile

giovannabile@gmail.com