PROSSIME MOSTRE

Il Museo di Capodimonte propone un’articolata programmazione di mostre temporanee che riflette la sua ambizione di porsi come un’istituzione culturale di primo piano in Europa, e presenta inoltre progetti espositivi di valorizzazione delle opere delle collezioni permanenti, attraverso formule nuove e originali.

L’intento è quello di rendere il museo un centro vivo e pulsante di elaborazione della cultura al servizio di un pubblico italiano e straniero sempre più diversificato.
Tutti i progetti di mostre sono realizzati in cooperazione scientifica, tecnica e organizzativa internazionale, mediante partnership con importanti musei europei e nordamericani.
Le scelte si fondano sulla diversità, l’apertura intellettuale, la creatività, offrendo la possibilità al visitatore di scoprire, nel corso delle stagioni espositive, una varietà di eventi di interesse scientifico, storico ed estetico.

 

Il programma di Capodimonte si traduce concretamente in due macro progetti espositivi: grandi mostre e mostre-focus.

Il ciclo delle grandi mostre inizia nell’autunno del 2017 con Carta Bianca. Il Museo darà la libertà di interpretare l’arte nelle collezioni di Capodimonte a diverse personalità del mondo della cultura, secondo la propria sensibilità, da Riccardo Muti a Marc Fumaroli, e ad artisti contemporanei di altissimo livello.
A seguire una serie di mostre su argomenti diversi: dall’incontro tra due luoghi mitici della cultura artistica napoletana, il Museo di Capodimonte e il Teatro San Carlo, alle favolose armature dei Samurai; dalla straordinaria luce dei cieli di Van Gogh al mito di Sophia Loren che sarà narrato a Capodimonte utilizzando tutta la creatività delle nuove tecnologie digitali per celebrare la donna napoletana più famosa nel mondo;  dalla raffinatezza della Corte angioina che rende Napoli una fra le più importanti capitali d’Europa fino ai legami artistici e familiari di Degas con Napoli.

Le mostre-focusIncontri sensibiliL’Opera si racconta, svelano un’opera o un gruppo di opere e si concentrano su un unico tema.

Gli Incontri sensibili, realizzati in collaborazione con il Museo Madre e lo Studio Trisorio, fanno dialogare le opere di artisti contemporanei con le collezioni storiche del museo, come per Bourgeois – Guarino (26 marzo – 18 giugno 2017) e Jan Fabre. Naturalia e mirabilia (1 Luglio – 22 Ottobre 2017).
Il ciclo L’Opera si racconta, invece, valorizza un piccolo gruppo di opere isolandole dal tradizionale percorso ed esponendole in un nuovo allestimento temporaneo che consente di approfondirne il senso profondo e raccontarne la storia.

GRANDI MOSTRE

Carta Bianca - Prossime Mostre

Carta Bianca

11 dicembre 2017 – 10 giugno 2018

 

Dieci protagonisti della cultura per cento opere del Museo.

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Con la mostra Carta Bianca il Museo di Capodimonte dà il segno forte della legittimità della scelta individuale, dell’espressione, del giudizio e dello sguardo soggettivo, anche disgiunto dalla storia dell’arte, troppo spesso vista come l’unica chiave per comprendere l’arte.

L’invito a selezionare in totale libertà e autonomia dieci opere d’arte, tra quelle presenti nelle collezioni di Capodimonte, è rivolto a celebri personalità del mondo della cultura che interpreteranno le nostre collezioni secondo le proprie sensibilità e inclinazioni:

Laura Bossi Règnier, neurologa e storica della scienza
Giuliana Bruno, professore di Visual and Environmental Studies, Harvard University
Gianfranco D’Amato, industriale e collezionista
Marc Fumaroli, storico e saggista, membro dell’Académie française
Riccardo Muti, direttore d’orchestra
Mariella Pandolfi, professore di Antropologia, Université de Montréal
Giulio Paolini, artista
Paolo Pejrone, architetto e paesaggista
Vittorio Sgarbi, critico e collezionista d’arte, scrittore, docente
Francesco Vezzoli, artista

 

curatori: Sylvain Bellenger, Andrea Viliani

La Storia è un’Opera

aprile 2018 – ottobre 2018

 

Il San Carlo in viaggio a Capodimonte

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Il Museo di Capodimonte e il Teatro San Carlo rappresentano due luoghi mitici della cultura artistica napoletana, per l’opera lirica e per la pittura. Le loro vicende parallele, quella musicale e teatrale e quella artistica e collezionistica, raccontano la stessa storia, ma in modo diverso.

La mostra La Storia è un’opera farà dialogare questi due mondi d’eccellenza napoletana come in un sogno, nel quale i personaggi delle grandi creazioni musicali incontreranno i capolavori, i luoghi veri, le collezioni reali, creando ogni volta una situazione scenica particolare. I più bei costumi degli spettacoli del San Carlo entreranno nelle splendide sale dell’Appartamento Reale in una scenografia spettacolare, poetica e suggestiva, che assocerà costumi e teatralità a oggetti d’arte come porcellane, arredi e dipinti. Il periodo storico da raccontare è quello della Napoli tra Settecento e Ottocento, da Carlo di Borbone a Gioacchino Murat e fino a Francesco II di Borbone. Accadrà così di vedere i cinesi dell’Idolo cinese (1767) di Giovanni Paisiello che conversano nel salottino di porcellana di Capodimonte, e i personaggi dell’Osteria di Marechiaro (1769) dello stesso Paisiello che, come gli appassionati viaggiatori del Grand Tour dei dipinti di Hackert o di Volaire, guardano il Vesuvio o studiano le ceramiche antiche delle nostre collezioni. La mostra sarà come una favola, nella quale i personaggi immaginari dell’opera lirica incontreranno dal vero l’arte dell’epoca in cui è ambientata la loro storia. Animali impagliati e uccelli contribuiranno alla creazione d’un mondo fantastico, allo scopo di presentare come vere opere d’arte i favolosi costumi del San Carlo, ad oggi ancora poco conosciuti. Fondamentali, per l’effetto di stupore, saranno la scenografia e l’illuminazione, in una mostra il cui assunto è che, alla fine, la Storia è sempre un’Opera.

 

curatore: Sylvain Bellenger

L’Arte dei Samurai

ottobre 2018 – gennaio 2019

 

I samurai non si proteggevano semplicemente, si trasformavano!

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La straordinaria Ann and Gabriel Barbier-Mueller collection, armature, elmi, maschere, finimenti e bardature da cavallo dal XII secolo (periodo Kamakura, 1185-1333) fino al XIX (periodo Edo, 1603-1868), esposta per la prima volta a Parigi nel 2011 e vista ad oggi da oltre un milione di visitatori, sarà al Museo di Capodimonte dove potrà dialogare con le eleganti bardature da giostra farnesiane modellate in pesanti lastre di metallo a differenza dei manufatti nipponici più flessibili, leggeri e variopinti.

Membri dell’élite giapponese praticavano uno stile di vita che comprendeva la bellezza in molte forme, la calligrafia, la poesia, la disciplina e l’arte della guerra. Le loro armature sono opera di artisti raffinati con dettagli fantasiosi, status symbol anche in tempi di pace. Elmi in metallo laccato col cimiero ornato da un drago dagli occhi dorati, simbolo di buona fortuna, scintillante tra nuvole erano abbastanza robusti da parare il colpo di un proiettile in combattimenti brutali.
L’oriente richiama pubblico di ogni età, come testimonia il successo del Festival dell’Oriente e del Comicon nonché del cinema, anche di animazione, ispirato al mondo dei samurai e delle arti marziali (I sette Samurai, Kill Bill, Zatoichi). Una fascinazione che ha radici antiche a Napoli, dove ha sede l’Università Orientale, la più antica scuola di orientalistica europea, e che proprio a Capodimonte viene esaltata dallo splendido salottino di Porcellana di Maria Amalia di Sassonia.
L’arte incoraggia a scoprire altre culture.

 

curatori: Sylvain Bellenger e Alessio Cuccaro
in collaborazione con il Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung di Monaco.

Van Gogh

la luce e le stelle

primavera/estate 2019

 

Dall’ombra alla luce

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Una mostra su Van Gogh celebra, a distanza di un anno, l’eccezionale restituzione dei due dipinti rubati dal Museo di Amsterdam nel 2001 e tornati alla luce nel 2016, dopo 15 anni di oblio.
È un omaggio del Museo di Capodimonte alla Campania, alla legalità e al lavoro straordinario della Guardia di Finanza che ha recuperato le opere.
Ma è anche un tributo alla parabola artistica di Van Gogh che in meno di un decennio passa dall’ombra alla luce, dall’ossessiva produzione grafica e il cupo realismo degli inizi alla violenta esplosione di colori della maturità, della luce del Sud, dei girasoli e i campi di grano di Arles. Colori che colpiscono la tela con moto irregolare ma fluido e senza ripensamenti creando visioni inquietanti e ipnotiche.
Le opere selezionate sottolineano la volontà di Vincent di giungere alla sua personalissima idea di ‘perfezione’.
Si propone un percorso espositivo in cui saranno affiancate più versioni dello stesso soggetto, per evidenziare come Van Gogh sia sempre mosso dall’idea, più volte sottolineata nelle lettere al fratello Theo, di creare un catalogo di opere finite, che lui ritenesse “dipinti” e non solo degli studi, degni di essere esposti e autografati.
“L’artista è dunque riuscito a creare un’opera dove c’è tutta la sua umanità” (Émile Zola, 1879, a proposito dell’opera pittorica di Eduard Manet).

 

curatori: Linda Martino e Marco Liberato

Sophia Loren

eroina napoletana

autunno/inverno 2019 – gennaio 2020

 

La bellezza italiana nel mondo

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Quali parole servirebbero per descrivere Sophia Loren? Bellissima, diva, nobile e popolana allo stesso tempo, spavalda, sfacciata ma mai volgare. Un’impresa davvero ardua per una donna che rappresenta la bellezza italiana nel mondo. Sophia ha segnato un’epoca con interpretazioni che, impresse indelebilmente su pellicola, hanno segnato la storia del cinema. Ma è stata anche una moglie e una madre semplice per i propri cari; una ragazza dalle umili origini, che a grandi passi è entrata nella vita di tutti; dagli esordi nel mondo dello spettacolo, all’incontro con Carlo Ponti, l’amore della sua vita, al sodalizio artistico con Vittorio De Sica, che le cucirà addosso ruoli che esalteranno sempre più le sue doti umane di donna.
Una donna forte, che ha saputo rinnovarsi negli anni, segnando anche la moda contemporanea, restando sempre, nell’immaginario collettivo, la donna della porta accanto.
La mostra vuole sottolineare tutte queste sfumature, dalla vita privata, a quella pubblica, alla moda, al cinema di quegli anni, perché è proprio dalle sfumature, dai particolari, che possiamo cogliere l’insieme della nostra società e di una donna che non ha mai dimenticato la sua Napoli.

 

curatori: Sylvain Bellenger e Cineteca di Bologna

L’Arte alla Corte degli Angiò di Napoli

1266-1381

primavera/estate 2020

 

Arte, cultura e splendori di una capitale

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Pochi, fra i cittadini e i visitatori di Napoli, sanno quale sia il vero “secolo d’oro” della storia artistica, civile, politica e culturale di questa grande città.
Con l’instaurarsi della dinastia francese degli Angiò Napoli diviene una vera e propria capitale. Una delle città più grandi e più popolose d’Europa, un importante crocevia tra le regioni d’Oltralpe e il Mediterraneo, il cuore di un regno autonomo e potente, la sede di una corte sfarzosa e sofisticata e il centro pulsante di una feconda cultura artistica e letteraria.
Durante il regno di Carlo I, Carlo II, Roberto e Giovanna I d’Angiò la città cresce, si abbellisce dei suoi castelli e delle grandi chiese gotiche che ancor oggi ne caratterizzano l’aspetto, da Castel Nuovo a San Lorenzo, dal Duomo a San Domenico e a Santa Chiara.
A Napoli, al servizio di questi sovrani, giungono da tutta Italia e tutta Europa non solo giuristi, poeti e letterati ma anche e soprattutto artisti forestieri, i più celebri ed affermati sul mercato, come i pittori Giotto, Pietro Cavallini, Montano d’Arezzo, Lello da Orvieto e Simone Martini, e gli scultori Tino di Camaino, Ramo di Paganello, Lando di Pietro, Pacio e Giovanni Bertini.
La mostra vuole raccontare per la prima volta questa vicenda al grande pubblico, esaltando il ruolo della città trecentesca nel Mediterraneo, in stretto rapporto con gli altri grandi centri italiani (Roma, Assisi, Firenze, Siena, Venezia) ed europei dell’epoca (Parigi e Avignone, la Spagna, l’Aragona e il regno di Maiorca, l’Ungheria, la Dalmazia, la Grecia, l’Albania, Costantinopoli) e rilanciare l’idea e la funzione della Napoli di oggi come grande città d’arte e meta di flussi turistici e culturali.

 

curatore: Pierluigi Leone de Castris

Degas

tra Napoli e Parigi

autunno/inverno 2020-2021

 

Degas e la sua famiglia napoletana

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In linea con una politica culturale incentrata sui grandi artisti europei e inaugurata dalla recente mostra su Picasso, il Museo di Capodimonte propone un’esposizione dedicata a Edgar Degas e al suo rapporto con Napoli.
La presenza di Degas a Napoli è legata prima di tutto a motivi familiari. Nel 1793, infatti, suo nonno René-Hilaire Degas, nel tentativo di sfuggire al regime del Terrore, lasciò Parigi alla volta di Napoli, stabilendovi la propria residenza: da qui ebbe origine il ramo napoletano dei Degas. Divenuto ben presto un banchiere di successo, René-Hilaire accumulò un patrimonio finanziario che gli permise di acquistare alcune residenze nel centro di Napoli e a Capodimonte, dando vita, inoltre, a un’interessante collezione artistica. Dei suoi sette figli, tutti nati a Napoli, solo Auguste, padre del pittore Edgar, ritornò stabilmente a Parigi; gli altri, invece, consolidarono il proprio legame con Napoli imparentandosi con la migliore nobiltà locale.
Edgar Degas soggiornò ripetutamente a Napoli tra il 1854 e il 1906 per far visita alla sua famiglia, ritraendone i membri in alcune importanti opere che il Museo di Capodimonte presenterà per la prima volta a Napoli.
L’esposizione indagherà l’influenza che Napoli e i suoi ambienti culturali hanno avuto nella parabola artistica del maestro francese: le sue visite al Real Museo Borbonico e all’Accademia di Belle Arti, la scoperta delle collezioni d’arte antica e moderna allora conservate nel Palazzo degli Studi, i rapporti intessuti con gli artisti coevi, sia a Napoli che a Parigi.

 

curatore: Henri Loyrette in collaborazione con il Musée d’Orsay

MOSTRE-FOCUS

Incontri Sensibili

 

Il progetto, inaugurato con Bourgeois – Guarino (26 marzo – 18 giugno 2017) in collaborazione con il Museo MADRE e lo Studio Trisorio, pone in colloquio opere d’arte contemporanea con dipinti, oggetti, sculture delle collezioni permanenti del Museo, in modo da stimolare il pubblico ad una rinnovata fruizione delle opere di Capodimonte e favorire uno sguardo meno scontato e rituale sull’arte antica.

Gli Incontri si terranno con una cadenza trimestrale (4 Incontri all’anno) nella sala 82 del secondo piano, contigua alla sezione di Arte Contemporanea.

 

Attualmente in mostra Jan Fabre. Naturalia e Mirabilia, cura di Sylvain Bellenger e Laura Trisorio, esposizione del poliedrico artista belga in dialogo con la Galleria delle cose rare farnesiana 

L’Opera si racconta

 

Il progetto darà voce a dipinti, sculture e oggetti d’arte delle prestigiose collezioni del Museo di Capodimonte presentando al pubblico una raffinata selezione di opere a confronto.
Le storie raccontate sveleranno la ricchezza di connessioni che rendono uniche le opere selezionate, protagoniste assolute nella sala dedicata al primo piano del museo, riviste per la prima volta attraverso uno sguardo nuovo.

È prevista una cadenza quadrimestrale di appuntamenti con 3 ‘racconti’ l’anno.

Pieter Brueghel, La parabola dei ciechi

novembre 2017/febbraio 2018

Cofanetto Farnese

febbraio/giugno 2018

Marcello Venusti, Giudizio universale

luglio/ottobre 2018

Konrad Witz, Sacra conversazione

novembre 2018/febbraio 2019

Giovanni Bellini, Trasfigurazione

marzo/giugno 2019

Agostino Carracci, Arrigo peloso, Pietro matto e Amon nano

luglio/ottobre 2019

Giacomo Balla, ritratto della famiglia Carelli

novembre 2019/febbraio 2020

Raffaello, Eterno Padre e Vergine

marzo/giugno 2020

Botticelli, Madonna col Bambino e angeli

luglio/ottobre 2020

Eduardo Dalbono, Da Frisio a Mergellina

novembre 2020/febbraio 2021

Antonio Canova, Letizia Ramolino Bonaparte

marzo/giugno 2021