Restauri

 

I laboratori di restauro del Museo di Capodimonte, divisi nelle sezioni dipinti, sculture, arredi, arti decorative, disegni e stampe, si fondano sulla antica tradizione del restauro a Napoli, radicata al Museo di Capodimonte a partire dal 1957, quando Bruno Molajoli, nel nuovo allestimento delle collezioni nella reggia di Capodimonte, istituì modernissimi laboratori dotati di attrezzature d’avanguardia.

 

Da allora le attività di cura e di restauro del patrimonio si sono strettamente intrecciate alla storia del Museo e delle sue collezioni sia in occasioni di mostre di approfondimento su momenti decisivi delle arti a Napoli, sia nell’ambito della apertura di nuovi spazi espositivi.

 

Nel laboratorio, situato nel Palazzotto Borbonico, opera stabilmente un gruppo di restauratori che cura la progettazione, la realizzazione e la documentazione degli interventi di restauro e manutenzione del patrimonio museale, coordinando anche l’attività degli studenti che svolgono il tirocinio nel laboratorio.

 

È annesso ai laboratori il Centro Documentazione Restauro, dove è conservata la documentazione relativa ai restauri e alle indagini diagnostiche eseguite sia sulle opere del Museo di Capodimonte e degli altri musei napoletani sia su opere provenienti dalla città di Napoli e della sua provincia.

Raffaello e la sua bottega: indagini diagnostiche per una nuova mostra

Raffaello Sanzio (Urbino 1483-Roma 1520), artista straordinario del Rinascimento, ha raggiunto vertici di espressività e di raffinatezza assoluti.

Protagonista del suo tempo, ricerca una grazia e un’armonia perfetta, frutto di una elaborazione lunga e complessa, ancora più sorprendente perché solo all’apparenza ottenuta in modo spontaneo e naturale.

Al Museo e Real Bosco di Capodimonte, che ospita un patrimonio raffaellesco di grande rilievo, è in atto uno studio che ha lo scopo di approfondire il lavoro dell’artista e della sua bottega, e di mettere in luce la complessità della creazione di originali, multipli, copie, derivazioni.

I risultati della ricerca saranno presentati nel prossimo mese di giugno in un convegno internazionale e in una mostra che si terranno proprio al Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Appuntamento con il Restauro a Capodimonte. Hackert, Anders e la querelle sull’uso della vernice

Un nuovo approfondimento online con la storia del restauro dei dipinti delle collezioni del museo dal Settecento al Novecento, attraverso lo sguardo di restauratrici e restauratori che nelle opere cercano le tracce degli interventi del passato e i segni materiali di tante storie che si intrecciano e ci restituiscono una realtà multiforme, portando alla luce personaggi che ricorrono nelle attività della corte e del museo.

Dopo il primo intervento introduttivo di Angela Cerasuolo, responsabile del Dipartimento, Alessia Zaccaria del Dipartimento di Restauro del Museo e Real Bosco di Capodimonte ci parla della Lettera di Hackert, della venuta a Napoli di Anders “restauratore d’oltralpe”, dei restauri alla quadreria di Capodimonte e della storica querelle sull’uso della vernice.

La Deposizione di Cristo di Luca Giordano. Il restauro

Il restauro della tela dell’artista Deposizione di Cristo collocata nella cappella del Pio Monte della Misericordia sull’altare dedicato all’opera di misericordia seppellire i defunti, in occasione della mostra Luca Giordano. Dalla Natura alla Pittura (8 ottobre 2020 – 10 gennaio 2021) a cura di Stefano Causa e Patrizia Piscitello.

Il restauro è accompagnato da una campagna diagnostica realizzata per valutare lo stato di conservazione del dipinto e per studiare la tecnica esecutiva e i materiali impiegati.

L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… Le Antichità di Ercolano Esposte

Nello spazio online della rubrica L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta… un nuovo appuntamento con il restauro ci mostra il lavoro su Le Antichità di Ercolano Esposte, ambiziosa e prestigiosa opera editoriale realizzata dalla corte borbonica.

Le pitture di Ercolano e Pompei riprodotte in incisione conobbero una fortuna esponenziale, dando origine a una produzione decorativa che affascinò artisti e regnanti di tutta Europa.

Il testo è a cura di Giuseppe Silvestro, restauratore dell’opera e funzionario diagnosta del Dipartimento di Restauro, presso il Gabinetto Disegni e Stampe del Museo e Real Bosco di Capodimonte.