Il restauro in corso della Madonna delle Grazie di Fabrizio Santafede

Uno dei capolavori di Fabrizio Santafede, pittore napoletano attivo tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, raffigurante La Madonna delle anime purganti tra San Girolamo e il Beato Pietro Gambacorta da Pisa, del Museo di Capodimonte è attualmente oggetto di restauro nel nostro laboratorio.

 

L’opera proviene dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie a Caponapoli ed è entrata a far parte delle collezioni borboniche all’inizio dell’Ottocento a seguito delle soppressioni degli ordini monastici e costituisce una testimonianza della forte devozione sviluppatasi nel Cinquecento nei confronti della Madonna delle Grazie che attraverso il latte che sgorga dal seno procura la salvezza alle Anime del Purgatorio, mitigando le loro pene e ottenendo grazie e benedizioni anche per i devoti.

 

Stato conservativo della tavola

La tavola mostra spaccature in senso longitudinale in corrispondenza delle assi di giunzione ma conserva complessivamente una buona solidità del legno che in un precedente restauro era stato assottigliato. La superficie pittorica è stabile tranne che per i diffusi sollevamenti del colore lungo le fessurazioni del supporto ligneo. Il dipinto risulta offuscato da una pesante vernice ingiallita che non consente di cogliere appieno la bellezza e la qualità dell’opera. La cornice in legno intagliato e dorato presentava profonde sconnessioni negli angoli e fratture nella parte inferiore.

 

Intervento di restauro

Il restauratore Giuseppe Marino ha sottoposto la tavola ad un intervento di disinfestazione e consolidamento localizzato del supporto ligneo cercando di evitare interventi troppo invasivi sul retro. Attualmente si sta procedendo alla pulitura della superficie pittorica con solventi idonei. I risultati, sin da subito sono apparsi straordinari. I primi saggi di pulitura hanno interessato la figura del san Girolamo sulla sinistra facendo emergere il rosso brillante del manto del santo e la testa del leone in basso, un ulteriore saggio di pulitura ha interessato la parte centrale del dipinto nella quale è ora visibile un paesaggio montuoso con un castello turrito e un fiume in cui sono rappresentate con grande espressività le anime purganti che implorano la grazia alla Madonna.