San Gennaro nella Madonna con il Bambino di Filippo Vitale

Oggi 19 settembre 2016, in occasione della festività di San Gennaro, il Museo e Real Bosco di Capodimonte vi presenta un’opera recentemente restaurata, dal forte impatto realistico, dove è raffigurato il santo patrono della città.

Si tratta della Madonna con il Bambino tra i santi Gennaro, Nicola di Bari e Severo dipinta dal pittore napoletano Filippo Vitale nel 1618.

 

Il santo, che indossa abiti vescovili, è riconoscibile perché mostra, poggiate su un libro, le due ampolle con il sangue miracoloso, raccolto secondo la tradizione da una pia donna dopo il martirio.

 

Il ritratto di San Gennaro, che guarda verso di noi, è stato dipinto con quell’attenzione microscopica nella realizzazione delle epidermidi che caratterizza non solo gli altri personaggi della tela ma, più in generale, le opere del pittore.

 

Personalità di rilievo nell’ambiente artistico napoletano della prima metà del Seicento, Filippo Vitale è con Battistello Caracciolo e Carlo Sellitto tra gli artisti che lavoravano a Napoli negli anni in cui arriva in città Caravaggio.

 

Per questo motivo i dipinti dei tre artisti sono esposti nella Galleria delle Arti a Napoli dal ‘200 al ‘700, nella sala immediatamente successiva a quella che ospita la Flagellazione del Merisi.

 

Il dipinto di Vitale, già restaurato negli anni Cinquanta del Novecento, è stato oggetto di un recente intervento che è consistito essenzialmente nel consolidamento degli strati pittorici, nella foderatura e sostituzione del telaio per rinforzare la struttura del dipinto.

 

Per le lacune, cioè le zone che presentavano cadute di colore, si è proceduto all’integrazione pittorica con una ricostruzione a rigatino, individuabile a occhio nudo per l’inconfondibile texture a tratteggio e perché si esegue con tonalità di colore più basse, proprio per poterla distinguere dalle zone dipinte dall’autore.

 

Le indagini diagnostiche, indispensabili per stabilire gli interventi di cui necessita l’opera, hanno permesso di riscontrare la presenza sulla tela di una preparazione piuttosto corposa di colore bruno.

Lo studio degli strati sottostanti ha evidenziato la mancanza di un disegno preliminare: Vitale definisce direttamente con pennellate scure i contorni delle figure, degli abiti e in alcuni casi delle anatomie principali, mentre i volti sono eseguiti direttamente con il colore.

 

L’intervento, che ha restituito l’inconfondibile materia pittorica di Vitale, rende il dipinto un punto di riferimento importante anche per la datazione di un’altra opera del pittore esposta nella stessa sala, Il sacrificio di Isacco, dove la tensione emotiva e drammatica della scena di sacrificio è bloccata dall’arrivo salvifico dell’Angelo.

 

Filippo Vitale, Madonna con il Bambino tra i Santi Gennaro, Nicola di Bari e Severo

Filippo Vitale, Madonna con il Bambino tra i Santi Gennaro, Nicola di Bari e Severo

 

Per saperne di più sull’opera e sul restauro, eseguito grazie a Restituzioni 2016, clicca qui