30 milioni di Euro per il Museo di Capodimonte

Il direttore Sylvain Bellenger anticipa alcuni dettagli del progetto di tutela e valorizzazione del Museo e Real Bosco di Capodimonte approvato nel Piano Strategico Turismo e Cultura proposto dal Ministro Franceschini.

 

‘Sono felice che il ministro Franceschini abbia apprezzato e premiato il progetto, frutto di lavoro di pianificazione di tutta la struttura, che punta a modernizzare il Museo e a tutelare e vivificare il Bosco, mettendo pubblico e didattica al centro della politica del museo.

 

Dopo il primo tassello della navetta di collegamento tra la città e la Reggia, appena inaugurata, tutto il nostro masterplan è incentrato ad avvicinare i visitatori alle opere, valorizzandole attraverso itinerari storico-artistici accessibili ad ogni tipo di pubblico, reinterpretando e riallestendo le collezioni: l’implicazione emotiva del visitatore e altri aspetti come il divertimento, la contemplazione o la curiosità, saranno al centro dell’interpretazione della collezione.

 

In particolare a Capodimonte vogliamo recuperare il rapporto tra la Reggia e il Parco, eliminando i cancelli nel cortile, tenendo le finestre prive di tendaggi e coi vetri trasparenti nelle sale della pinacoteca che saranno ridipinte con i colori originali e allestite in modo che i quadri possano essere visti, ma soprattutto goduti, sia con la luce naturale come con quella artificiale, il cui impianto nel museo è da modificare.

 

Il progetto prevede in parte il recupero dell’allestimento dell’architetto Ezio De Felice, degli anni ’50, con la fruizione della splendida terrazza sul tetto, del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe e altri gioielli della Collezione Farnese, oggi purtroppo aperti solo su richiesta. E tutto ciò, senza dimenticare la collezione contemporanea che fa di Capodimonte l’unico museo di arte antica con una collezione così prestigiosa e che dialogherà con le altre opere presenti e con il Parco.

 

Ci sarebbero ancora molte altre cose da dire , ma non voglio privare i prossimi visitatori delle scoperte che li aspettano’.

 
Sylvain Bellenger