CON ART BONUS SOSTIENI IL MUSEO E REAL BOSCO DI CAPODIMONTE

 

È iniziata la raccolta fondi per il Progetto di sostegno al Museo e Real Bosco di Capodimonte!

Diventa anche tu un mecenate!

Con Art Bonus puoi sostenere la cultura donando un contributo, anche piccolo, per sostenere le attività di promozione e valorizzazione o per interventi di restauro, manutenzione e protezione di beni culturali pubblici.

La donazione dà diritto a benefici fiscali fino al 65% e crediti di imposta.

 


 

PROGETTO DI SOSTEGNO AL MUSEO E REAL BOSCO DI CAPODIMONTE

 

 

Museo e Real Bosco, divisi sin dal 1954, sono stati riuniti sotto la medesima direzione nell’ambito della Riforma Franceschini nel 2014: una vera e propria rivoluzione amministrativo-gestionale che ha trasformato l’identità culturale e la missione stessa del museo.

Il sostegno è finalizzato ad incrementare le attività di promozione e valorizzazione, nell’ottica di favorire la trasformazione dello straordinario sito in un centro culturale unico nel panorama europeo, al centro della terza città italiana.

Obiettivo di questa trasformazione è migliorare la fruizione del museo e del bosco, attraverso l’incremento e la diversificazione delle attività e dell’offerta culturale, sempre più orientata alla interdisciplinarietà.

La nuova visione di Capodimonte si fonda sulla volontà di accrescere la tutela e la fruizione del suo patrimonio artistico, storico e ambientale in una prospettiva unitaria, superando i confini delle arti e rivolgendosi allo stesso tempo ad un pubblico sempre più vasto.

Essa comporta un nuovo modello istituzionale di collaborazione, che include la partecipazione della cittadinanza e stimola il dinamismo e la creatività del settore privato.

Costo complessivo 800.000,00 €

Clicca qui per donare il tuo contributo, anche minimo, e usufruisci delle agevolazioni fiscali! 


Con il progetto di sostegno al Museo e Real Bosco di Capodimonte sarà inoltre possibile contribuire all’acquisto di opere di grande importanza per le nostre collezioni.

Aiutateci a raggiungere questo obiettivo!

Real Fabbrica della porcellana di Capodimonte, Giuseppe Gricci, 1757-1759 circa, Apollo e Marsia, porcellana

Realizzato nella fabbrica di Capodimonte, il gruppo raffigura lo scuoiamento di Marsia, così come compare nelle Metamorfosi di Ovidio, che narra con bellissimi versi il terribile supplizio imposto dal dio al satiro dopo averlo sconfitto in un supremo confronto musicale.

L’opera rivestirebbe grande importanza per l’incremento del nucleo delle porcellane della manifattura voluta da Carlo di Borbone.

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Fig. 1 Manifattura Migliulo-Giustiniani, Coppia di rinfrescatoi con vedute di Napoli e scene di vita popolare, 1810-1813 circa, terraglia

Fig. 2 Manifattura Migliulo-Giustiniani, Zuppiera con coperchio con vedute di Napoli e scene di vita popolare, 1810-1813 circa, terraglia

I due rinfrescatoi (Fig. 1) e la zuppiera (Fig. 2), in fine terraglia bianca di color crema, presentano scenografici “scorci” di Napoli animati, in primo piano, da scene di vita popolare (un teatrino di marionette, un piccolo concerto di liuto e mandolino, sfrenate tarantelle al suono di tamburelli e “triccheballacche”, venditori ambulanti ed artigiani che su banchetti improvvisati o entro grandi calderoni lessano il loro pesce o costruiscono le loro mercanzie). Vari scorci di Posillipo, l’isola di Nisida, la Lanterna del molo o un fumigante Vesuvio sono alcune delle “quinte” che animano le scene, corredate – in basso – da iscrizioni esplicative.
Questi pezzi, realizzati nella fabbrica di Migliuolo e Giustiniani, testimoniano al più alto livello l’affermazione della ‘terraglia ad uso inglese’ che si diffuse anche a Napoli nei primissimi decenni dell’Ottocento.

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Ignoto, scuola dell’Italia meridionale, Figura femminile in decomposizione o Vanitas, ultimo quarto del XVII – inizi del XVIII secolo, cera, tela di lino imbevuta di cera e modellata a caldo, base lignea con cera

Il realismo della morte è unito all’iconografia della Mater Dolorosa, la bocca aperta esprime sia la morte, sia il grido di dolore.


Ignoto, produzione Napoletana Testa decollata seconda metà del XVIII secolo / cera policroma, capelli naturali, occhi in vetro

Il realismo di questa testa è così forte al punto da far pensare che fosse una testa anatomica legata alla ricerca scientifica del ‘700. Tuttavia l’espressione dolente del viso rivela la natura votiva più che scientifica dell’opera. L’arte del ‘600 e ‘700 si nutre infatti della ricerca scientifica a cui è strettamente legata.

L’arte può essere un’esperienza di bellezza, armonia, piacere.
Ma può essere anche terribile, intensamente terrificante.
Con la loro tremenda verosimiglianza, le sculture ci aiutano ad intendere appieno non solo l’aspetto più spirituale dell’arte, ma anche quello più coinvolgente e ricco di pathos.
La Testa decollata e la Figura femminile in decomposizione sono esempi eccellenti dell’importante tradizione della ceroplastica napoletana, che combina soggetti macabri e precisione anatomica.
La loro acquisizione arricchirebbe in modo significativo il percorso espositivo del Barocco napoletano a Capodimonte dedicato a questo gusto per l’orrore, ampiamente presente nelle pitture in collezione; per questo il loro acquisto è particolarmente importante dal punto di vista storico-artistico. Aiutateci, perciò, a raggiungere questo obiettivo – afferma il direttore Sylvain Bellenger.

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RESTAURO DELLA CASSETTA FARNESE

 

 

Insieme alla celeberrima Saliera di Benvenuto Cellini, la Cassetta Farnese è universalmente considerata uno dei maggiori capolavori dell’oreficeria di tutti i tempi: un preziosissimo ed elegantissimo scrigno d’argento dorato, riccamente ornato di cesellature e piccoli bassorilievi di ispirazione michelangiolesca con lapislazzuli e sei cristalli di rocca incisi. Secondo Vasari non fu mai fatta altra opera con tanta e simile perfezione.

Realizzata tra il 1547 e il 1561 dall’argentiere fiorentino Manno di Bastiano Sbarri, allievo di Cellini, su commissione del cardinale Alessandro Farnese, nipote del pontefice Paolo III e personaggio di spicco della Roma cinquecentesca, che fu tra i più grandi collezionisti e mecenati del suo tempo.

La cassetta fu il sontuoso dono di nozze a Maria d’Aviz di Portogallo che sposò Alessandro Farnese, omonimo nipote del cardinale, presso la corte di Filippo II d’Asburgo, con lussuosi festeggiamenti, e la sua preziosità risponde alla complessa strategia politica di alleanze della famiglia Farnese con le più importanti casate europee come la Corona di Spagna.

La Cassetta è frutto della collaborazione dei più grandi artisti attivi nella Roma nel quinto decennio del Cinquecento; per i disegni di alcune scene, tradotte in cristallo di rocca da Giovanni Bernardi da Castel Bolognese, fu richiesta la collaborazione di Perin del Vaga, che negli stessi anni guidava l’équipe di decoratori attiva nelle sale dell’appartamento di papa Paolo III Farnese in Castel Sant’Angelo.

Il restauro

Il complesso intervento di restauro della cassetta – realizzata in argento dorato, sbalzato e fuso; lapislazzuli, smalto e cristalli di rocca intagliati – intende dare il giusto valore alla unicità dell’opera, mettendo in condizione il pubblico di fruire la storia dello scrigno e di seguire contestualmente le fasi del restauro, di poter vedere i particolari e i dettagli dei raffinatissimi rilievi interni alla cassetta, raffiguranti le gesta di Alessandro Magno, eponimo di Alessandro Farnese, poco conosciuti perché abitualmente il cofanetto è esposto con il coperchio chiuso.

I lavori di restauro avranno il supporto di indagini diagnostiche, decisive per la conoscenza e il pieno recupero della preziosa opera d’arte e che sancisca l’assunto che le opere per essere fruibili pienamente vanno curate e tutelate dai musei.

A documentazione di tutte le fasi del restauro dell’opera sarà realizzato un video che, attraverso riprese ravvicinate consentirà di approfondire i diversificati interventi posti in atto per le diverse tipologie di materiali.

Il costo complessivo dell’intervento di restauro è di € 60.000,00.

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PROGETTO DI RESTAURO DELLA FONTANA DEL BELVEDERE

 

 

Per la salvaguardia della fontana del Belvedere si prevede una pulitura chimica, fisica e meccanica necessaria per rimuovere tutte le incrostazioni, un trattamento biocida, un consolidamento delle parti staccate o fratturate, un’attenta stuccatura e microstuccatura e infine una totale protezione finale.

Il progetto prevede inoltre il rifacimento di tutto l’apparato idraulico per ripristinare i giochi d’acqua con un impianto a circuito chiuso e una centrale di addolcitore, indispensabile per preservare il monumento dal riformarsi dei depositi calcarei.

Infine, un impianto di illuminazione ad effetto esalterà i giochi d’acqua ripristinati.

Scopri di più sulla storica fontana del Belvedere e sul suo stato di conservazione.

Il costo complessivo dell’intervento di restauro è di € 180.000,00.

Raccolta fondi chiusa 


ART BONUS PER FAVORIRE IL MECENATISMO CULTURALE

Ai sensi dell’art.1 del D.L. 31.5.2014, n. 83, “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, convertito con modificazioni in Legge n. 106 del 29/07/2014 e s.m.i., è stato introdotto un credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo, il c.d. Art bonus, quale sostegno del mecenatismo a favore del patrimonio culturale.

Chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura, come previsto dalla legge, potrà godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta.

La legge di stabilità 2016 del 28 dicembre 2015, n. 208 ha stabilizzato e reso permanente l’ “Art bonus”, agevolazione fiscale al 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura.

Il credito d’imposta è riconosciuto a tutti i soggetti che effettuano le erogazioni liberali a sostegno della cultura e dello spettacolo previste dalla norma in commento, indipendentemente dalla natura e dalla forma giuridica.