Ospiti da Napoli. Artemisia Gentileschi e i suoi contemporanei al Museo Pushkin

Al Museo Pushkin di Mosca, alla presenza della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il 31 gennaio è stata inaugura la mostra Artemisia Gentileschi e i contemporanei (1 febbraio – 31 marzo 2019), anticipazione di una ben più grande mostra sulla collezione del Museo e Real Bosco di Capodimonte in programma nel 2020 sempre al Museo Pushkin, che darà modo al pubblico russo di conoscere, in maniera approfondita, una delle più grandi collezioni dell’arte italiana.

 

Sono esposte in questa occasione tre straordinarie opere della prima metà del Seicento del Museo di Capodimonte: Giuditta e Oloferne di Artemisia Gentileschi, Angelo con dadi e tunica di Simon Vouet e Sant’Agata di Francesco Guarino, in dialogo con cinque tele dei grandi contemporanei di Artemisia dalla collezione del Museo Pushkin: San Sebastiano e Allegoria della Fede di Guercino, Sacra Famiglia con San Giovannino e Santa Elisabetta di Simone Cantarini, Giuseppe e la moglie di Putifarre e L’Adorazione dei pastori di Guido Reni.

 

 

Il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger in un video messaggio ringrazia tutta l’équipe del Museo Pushkin per lo straordinario lavoro fatto.

È con grande piacere che noi abbiamo inviato Artemisia Gentileschi e altri due capolavori delle collezioni di Capodimonte che si incontrano con le collezioni del Museo di Pushkin. Sono certo che questo incontro non è altro che l’inaugurazione, la prefazione in qualche modo di un altra grande mostra che organizzeremo dove le collezioni di Capodimonte incontreranno, in uno straordinario dialogo, quelle del Museo Pushkin. Mi auguro che la mostra abbia un grande successo.

 

 

La mostra, organizzata per la parte italiana da MondoMostre, è patrocinata dall’Ambasciata d’Italia a Mosca e sponsorizzata da Banca VTB.

Le opere in mostra permettono, ognuna a suo modo, di scoprire quale fu l’influenza profonda che ebbe lo stile di Caravaggio in quest’epoca.

Allo stesso tempo le opere raccontano la diversità delle scuole frequentate dagli artisti presenti in questa esposizione, in un confronto e rimando continuo: scuola napoletana dell’epoca barocca – caravaggismo e accademismo (classicismo).

 

 

È molto probabile che i due viaggi di Caravaggio (1606–1607; 1609–1610) abbiano avuto un impatto decisivo sull’arte napoletana con l’inizio di una nuova e splendida era del naturalismo napoletano.

Le nuove idee di Caravaggio – nonostante non avesse allievi – hanno cominciato infatti a diffondersi velocemente proprio dopo la sua fuga da Roma nel 1606, e non solo in Italia, ma anche in altri paesi. Così nacque il movimento che più tardi è stato definito caravaggismo.

In particolare, nell’opera Giuditta e Oloferne, la più famosa di Artemisia Gentileschi, è evidente il suo legame con il caravaggismo.

 

 

Nonostante Artemisia avesse solo 20 anni, al momento della creazione dell’opera, il suo talento era già formato grazie alla frequentazione della bottega dal padre, Orazio Gentileschi, noto pittore caravaggesco.

La preziosa esposizione con opere appartenenti alle collezioni del Museo e Real Bosco di Capodimonte è significativa, non solo per l’importanza delle tele esposte, ma anche per il confronto che avrà con quelle delle collezioni del Museo Pushkin, creando un racconto che esprimerà la sensibilità e le radici comuni delle due culture.

 

 

L’esposizione permette di mostrare i momenti chiave dello sviluppo della pittura italiana del Seicento e le differenze stilistiche di diversi pittori attivi nell’epoca barocca.

 

 

Periodo della mostra: 1 febbraio – 31 marzo 2019
Sede: Museo delle Belle Arti A.S. Pushkin di Mosca, Volkhonka 12
Curatore: Vittoria Markova, Vicedirettrice per le attività scientifiche e Capo del Dipartimento della pittura italiana del Pushkin; saggi in catalogo di James Anno, PhD Curatorial Fellow degli American Friends of Capodimonte

 

 

Ufficio stampa:

 

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